Lavoro come sviluppatore software in proprio da qualche anno: partita IVA a tempo pieno, progetti in .NET MAUI, PHP Laravel e C# applicato a microcontrollori come Arduino, ESP32 e Raspberry Pi. Una delle sfide più oneste e meno discusse del lavoro freelance non è scrivere codice, ma riempire il calendario di progetti pagati. Il passaparola funziona, ma non basta.
Per questo da qualche tempo sto sperimentando piattaforme dedicate, e in questo post voglio raccontare la mia esperienza con FreelanceDEV, una piattaforma italiana che mette in contatto aziende, startup e privati con sviluppatori freelance.
Cos’è FreelanceDEV
FreelanceDEV nasce con un’idea semplice: creare un punto d’incontro tra chi cerca uno sviluppatore per un progetto specifico e chi, come me, vive di commesse. Il committente pubblica la richiesta descrivendo il progetto — un sito web, un’app, un’integrazione, un sistema di visione artificiale, e così via — e i freelance possono candidarsi presentando la propria proposta.
Il vantaggio rispetto ai colossi internazionali (Upwork, Fiverr e simili) è il focus: si tratta di una community italiana, con committenti che parlano la tua lingua, che spesso cercano rapporti diretti e progettualità a medio termine, non solo micro-lavori a cottimo.
Come funziona in pratica
Il flusso è quello classico delle piattaforme di intermediazione:
- Il committente pubblica il progetto con requisiti e budget indicativo.
- I freelance interessati inviano la propria candidatura. Sul lato freelance si utilizza un sistema a crediti per proporsi sui progetti: una scelta che filtra in modo naturale le candidature spurie, perché ti obbliga a selezionare solo le richieste per cui hai davvero intenzione di investire tempo.
- Il committente valuta le proposte, eventualmente approfondisce con domande attraverso la piattaforma, e assegna il lavoro.
Da leggere attentamente: i crediti spesi per candidarsi non vengono restituiti se il progetto non viene assegnato, quindi conviene essere selettivi. Non è un difetto, anzi: mi costringe a leggere le richieste con attenzione invece di sparare candidature a raffica.
La mia esperienza finora
Sto usando la piattaforma da poco, quindi tiro le somme dopo un periodo di rodaggio e non dopo anni. Alcune osservazioni:
Qualità delle richieste. I progetti che ho visto pubblicati sono variegati e concreti: sviluppo web, app, e-commerce, automazioni, intelligenza artificiale. Per il mio profilo (mobile con .NET MAUI, backend Laravel, firmware e prototipazione embedded) ci sono nicchie in cui posso fare la differenza senza contendersi ogni progetto con altri centinaia di candidati.
Competizione più ragionevole. Su una piattaforma italiana il numero di candidati per progetto è gestibile, e la candidatura scritta bene pesa. Vale la pena prendersi dieci minuti per spiegare come affronteresti il problema tecnico, non solo elencare le tecnologie nel CV.
Aspettative reali. Nessuna piattaforma risolve il problema della client acquisition da sola. FreelanceDEV è un canale in più, non un sostituto del network personale, del portfolio e del passaparola. Ma come canale in più, per un freelance italiano che vuole diversificare le fonti di lavoro, mi sembra un’opzione solida e con costi di ingresso contenuti.
Un consiglio per chi prova
Tratta la candidatura come un mini-preventivo tecnico: riformula il problema in parole tue, indica l’approccio che useresti, dai un range temporale realistico. È l’unico modo per distinguersi, e combacia bene con il fatto che ogni candidatura costa crediti: meglio due proposte curate che dieci copia-incolla.
Chiudo con il solito disclaimer di trasparenza: questa è un’esperienza personale in corso, non una recensione definitiva. Se vorrete, aggiornerò il post tra qualche mese con i numeri veri — progetti ottenuti, tasso di conversione delle candidature, considerazioni su budget e tariffe.
Nel frattempo, se siete sviluppatori freelance italiani (o committenti alla ricerca di uno), potete dare un’occhiata alla piattaforma qui: freelancedev.it.




